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Frank Martin e i Folletti

Quando lo vidi, Martin era un uomo magro e pallido, con un aspetto malato e una costituzione debole per natura. I suoi capelli erano di un chiaro castano ramato, la barba incolta, e le mani di una delicatezza e un candore singolari, dovuti, penso, sia al suo lavoro, di un genere facile e affatto pesante, sia alla salute cagionevole. In ogni cosa era giudizioso, assennato e ragionevole come chiunque altro, ma quando si trattava dei folletti, si mostrava di una ostinazione stranamente caparbia e irremovibile. A dire il vero, ricordo che l'espressione dei suoi occhi era singolarmente esaltata e vuota, e le sue lunghe tempie strette, teree ed emaciate.
Ora, quest'uomo non conduceva una vita infelice, n‚ sembrava che la malattia di cui soffriva gli causasse pena o angoscia, anche se si potrebbe essere portati a pensare diversamente. Al contrario, fra Martin e i folletti esisteva la pi— cordiale intimit… e i loro dialoghi - che temo fossero miserevolmente unilaterali - dovevano essere per lui fonte di grande piacere, poich‚ si svolgevano fra grandi risate e allegria, almeno da parte sua.
- Allora, Frank, quand'Š che hai visto i folletti?
- Ssth! Ce ne sono due dozzine proprio adesso nella bottega (la sua tessitoria). C'Š quel piccolo vecchio briccone che sta seduto in cima al battente, e tutto per farsi dondolare mentre sto qui a tessere. Accidenti a loro, sono i pi— grandi piccoli intriganti che esistano, ecco quello che sono. Guarda, ce n'Š un altro sul boccale dell'appretto (1). Vai via di l…, tu, brigante; o - che mi venga un accidente - te la far• ben pagare se non ti decidi. Ah! piantala tu, ladro!
- Frank, non avete paura di loro?
- Io? O bella, perch‚ mai dovrei aver paura di loro? Tanto non hanno nessun potere su di me.
- E perch‚ non ce l'hanno, Frank?
- Perch‚ sono stato battezzato contro di loro.
- Cosa intendete dire?
- Beh, mio padre aveva detto al prete che mi ha battezzato di metterci dentro la preghiera giusta contro i folletti - e un prete quando glielo chiedono non pu• dire di no - e allora l'ha fatto. Perdio, mi Š andata bene che l'ha fatto - (lascia stare il sego, tu, piccolo ghiottone - visto? C'Š un ladruncolo che mi sta mangiando il sego) - perch‚, vedete, loro avevano in mente di farmi re dei folletti.
- Possibile?
- E' la pura verit…. Potete anche chiederglielo, e ve lo diranno. - Quanto sono grandi, Frank?
- Oh, sono piccoli piccoli, con mantelli verdi, e le pi— belle scarpette mai viste. Ce ne sono due - tutti e due vecchie conoscenze - che corrono lungo il subbio d'ordito. Quel tipo con la parrucca a ricciolini si chiama Jim Jam, e quell'altro col cappello a tre punte si chiama Nickey Nick. Nick sa suonare la cornamusa. Nickey, suonaci qualcosa, o te la far• vedere io su, d…i, "Le Rive del Lago Erne". Ssth, adesso - ascoltate! Il poveretto, pur continuando a tessere pi— in fretta che poteva, prestava ogni possibile segno di attenzione alla musica, e sembrava gustarla proprio come fosse stata reale. >>